cosafacciamo

Laboratori di filosofia con i bambini della scuola d’infanzia, primaria e media e Formazione degli adulti
Attivando le intelligenze multiple di ciascuno!
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Il laboratorio filosofico

Una scatola vuota può aprire più mondi immaginari rispetto al costoso giocattolo tecnologico che conteneva. Allo stesso modo, le domande e le risposte delle bambine e dei bambini aprono a giochi ed esperienze più significative rispetto alle parole preconfezionate del mondo adulto. È questa l’idea che guida i nostri laboratori: partire dal semplice, dal piccolo e dall’apparentemente ingenuo per approdare nei grandi mondi della realtà bambina.
Semplice è l’incontro coi classici della filosofia, proposti con una lettura animata ed un linguaggio adatto all’età. Semplice è l’attività durante la quale, attivando le loro molteplici intelligenze, i bambini esplorano i concetti filosofici, meravigliandosi col pennello e la colla, con le stoffe e la creta, con la musica e la voce. Piccolo ed apparentemente ingenuo è il dialogo, che non produce novità filosofiche, ma è significativo per i suoi artefici. I bambini vengono presi sul serio, sia dagli adulti sia dai pari: a loro è chiesto di ragionare, secondo una logica sì bambina, ma in ogni caso rispettosa dell’altro (una regola del dialogo è “parla a tutti o non parlare”) e di ciò di cui si parla (un’altra è “evita la ridondanza”). A misura di bambino è anche il momento della verifica: ciascuno, letteralmente, “mette in valigia” ciò che porta a casa del laboratorio e “cestina” ciò che non ha funzionato.convinzione che filosofia e intercultura presentino profonde affinità sta alla base dell’azione educativa proposta.

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Le finalità

La proposta si propone di educare allo “stare nel mondo” rendendosi osservatori critici e competenti e, di conseguenza, attori e produttori di cambiamento nel presente e nel futuro. Nella classe e nella città, con i pari e con gli adulti, i bambini sono chiamati a interiorizzare un nuovo stile di dialogo, pragmatico e operativo. L’obiettivo ultimo è che i bambini, con le loro competenze e le loro multiple intelligenze, sappiano far da sé, interagendo in autonomia e cercando di superare le leadership e la necessità di interventi adulti. L’esercizio della capacità di ascolto e di pensiero critico, in concreto, diviene strumento da utilizzare, ad esempio, nel dividersi una scatola di colori o nel chiedere al sindaco di non restringere un parco giochi per farci un parcheggio. Concepito in quest’ottica, il dialogo educa all’intercultura, intesa non come riflessione sulla multietnicità, bensì come allenamento di una forma mentis capace di lasciarsi stupire dall’alterità, quale essa sia, e di entrare in interazione con essa, in un mutuo arricchimento, che non nega le divergenze, ma le affronta in maniera creativa.

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La tecnica didattica

L’approccio alla filosofia coi bambini è peculiare e non ha analoghi. La chiave metodologica è la complementarietà di pedagogia e filosofia, che si concretizza nella sinergia tra il lavoro di una pedagogista (che partecipa all’ideazione, realizzazione e verifica del progetto, supervisionando il lavoro degli adulti e l’esperienza dei bambini) e quello di un filosofo (che sceglie i testi filosofici, modera il dialogo e individua i concetti cardine emergenti).
Nel rileggere il nostro lavoro Cesare Scurati ci sollecitava a seguire i passi di Socrate piuttosto che quelli dei sofisti, accompagnando i bambini e le bambine non a vincere, bensì a “saper stare” nel mondo. In questo “stare nel mondo” riteniamo importante destare un’emozione spesso sopita anche nei più piccoli: la meraviglia. Lasciarsi incantare dal proprio sguardo sul mondo fa da motore nella scoperta della realtà, nella ricerca del senso e nell’incontro con l’altro.
La condivisione è un altro cardine del nostro lavoro. In primo luogo, nel momento del dialogo, l’espressione di sé viene subordinata all’ascolto dell’altro. È importante farsi capire da tutti: finché ciascuno non ha compreso un’argomentazione, il gruppo si ferma e collabora alla chiarificazione del pensiero, a costo di non proseguire con ulteriori argomentazioni. È importante il contenuto di un’argomentazione e non chi la sostiene. È utile lasciar parlare i compagni e magari, alla fine, rendersi conto che ciò che si pensava è stato detto da loro, grazie ad una gestione comune del ragionamento e della fatica, ma anche della soddisfazione, nel portarlo avanti. In sintesi, per costruire risposte e per produrre cambiamento, è necessario, riprendendo Oscar Brenifier e Daniele Novara, superare dialetticamente l’egocentrismo e il personale bisogno di riconoscimento.
Gli interventi, infine, in sinergia con i docenti, sono calibrati sui bambini e sulla classe e sono ispirati al montessoriano “aiutami a fare da solo”. La cura del contesto e degli strumenti, l’attenzione al processo e non solo al prodotto e la possibilità di muoversi con creatività e libertà dentro a una richiesta sono ingredienti essenziali dell’intero laboratorio.

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La formazione

Crediamo nella filosofia quale bene comune. Perciò non certifichiamo all’uso di alcun metodo, non abbiamo registrato alcun marchio, non chiediamo alle persone il diritto all’uso delle loro immagini, il sito non è sui social network.
Nello spirito di Bruno Ciari, noi possiamo fornire ai professionisti dell’educazione (e non) qualche utile tecnica filosofica da aggiungere alla loro personale cassetta degli attrezzi. Per coltivare in se stessi e negli altri le competenze logiche, comunicative e sociali. Voi potete contattarci per organizzare seminari teorico-esperienziali in contesti educativi, socio-sanitari e culturali.